Solasulmare
Utente Assiduo
Inviato: Sab Lug 11, 2009 12:12 pm
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Figlio di un ricco uomo d’affari e nipote di un barone, Ansel Adams nacque a San Francisco, California, il 20 febbraio 1902; la madre aveva quasi quarant’anni. Trascorse la sua infanzia in una casa ai piedi del Golden Gate.
La crisi finanziaria che colpì il mondo nel 1907 non risparmiò la famiglia Adams ed il padre trascorse il resto della sua vita a cercare di recuperare il patrimonio perduto.
La convivenza forzata con una sorella della madre e il nonno creò un ambiente molto conservatore, dove Adams crebbe con idee vittoriane. Dalla madre arrivarono insegnamenti contrastanti; infatti la donna trasmise al figlio parte della sua rabbia nei confronti del marito che non riusciva a recuperare la fortuna perduta.
Il padre invece cercò di supportare il figlio nel miglior modo possibile, incoraggiandolo nelle proprie passioni.
La rottura del setto nasale in una caduta durante il terremoto del 1906, la naturale timidezza, il suo genio, contribuirono alle difficoltà di inserimento in ambito scolastico. Quelli che allora erano dei probemi, oggi vengono classificati come dislessia e iperattività.
Fu proprio in seguito ai numerosi cambiamenti di istituto e di istruttori che il padre e il nonno decisero di iscriverlo in una scuola privata, dove alla fine ottenne il diploma. Grazie all’istruzione differente e solitaria, Adams iniziò ad apprezzare le lunghe camminate nelle terre ancora selvagge del Golden Gate.
A 12 anni iniziò lo studio del pianoforte che proseguì fino all’età di 20 anni. La passione per la musica era talmente grande, al punto che Adams pensava di poterne fare una professione; le lunghe ore di allenamento, la costanza e la disciplina non facevano tuttavia parte del suo temperamento artistico.
A partire dal 1926 Adams trascorse molto tempo nel parco dello Yosemite e fu proprio la prima visita al parco a fargli scoprire l’amore per la fotografia, facendogli acquisire una maggiore stima in se stesso.
I paesaggi dello Yosemite faranno scomparire la bellezza di quelli del Golden Gate.
Il lavoro di custode nel “LeConte Memorial Lodge” permetterà ad Adams di conoscere la sua futura moglie ed esponenti politici dell’allora nascente movimento conservatore. Fu proprio nel giornalino del club che ebbe la possibilità di pubblicare le prime foto.
Ogni estate il club organizzava un lungo viaggio sui monti del Nevada, in campi itineranti nel cui staff erano presenti cuochi ed imballatori. Adams ebbe la possibilità di iniziare a guadagnare grazie alle foto scattate in questi campi.
In quegli anni, grazie alle esperienze fatte, la sua autostima era cresciuta al punto da dargli la possibilità di affermare di essere migliore come fotografo piuttosto che come pianista.
Il suo impegno a difesa dello Yosemite venne riconosciuto nel 1934 quando venne scelto come artista della Sierra Nevada.
L’anno 1927 segnò una tappa fondamentale nella vita del fotografo che realizzò la prima mostra con le immagini scattate durante il suo primo viaggio. Monolith The face of half Dome è uno dei titoli più famosi.
L’incontro con il magnate Bender permise al fotografo di pubblicare il suo primo “portfolio” e di inseguire i suoi sogni.
Il percorso che portò Adams ad essere un fotografo piuttosto che un musicista venne spianato da Bender. Adams iniziò a trascorrere le estati a fotografare in Sierra Nevada.
Nel 1930 l’incontro con Paul Strand segnò anche il passaggio dallo stile pittorico ad uno stile dove le linee fanno da padrone, molto spesso enfatizzate dalla luminosità delle ottiche usate, senza che la foto appaia manipolata in camera oscura.
L'incontro di Adams con il fotografo Edward Weston, il fondersi dell'energia dinamica del primo con la fama del secondo, portarono nel 1932 alla creazione del "Gruppo F/64".
Tuttavia, nonostante i numerosi riconoscimenti giunti in qurgli anni, le pressioni finanziarie non cessarono di assillare Adams che si adattava a qualsiasi tipo di cliente, dalle compagnie che vendevano frutta alle ragazze che volevano il loro ritratto, dalle consulenze alla Hasselblad a quelle con la Polaroid.
La padronanza della tecnica gli permise di essere considerato una leggenda ed ogni fotografo creativo cercava il consulto per maggiori informazioni tecniche; anche l’amico Weston si avvalse spesso dei suoi consigli tecnici.
Suo è il “sistema Zona”, che crea un forte collegamento tra l’esposizione e lo sviluppo; tecnicamente si pensa la foto in bianco e nero, la si vede come la trasposizione in toni bianche e neri della realtà.
Secondo Adams l'osservatore può pensare di avere un riproduzione fedele della realtà, ma se avesse la possibilità di verificare realmente con il soggetto ritratto si renderebbe conto delle differenze.
In pratica in fotografia la pellicola e la precisione dell'ottica sono una simulazione dell'azione "occhio - cervello"; la fotografia è una rappresentazione di qualcosa di reale.
Una spiegazione del sistema Zonale è stata data in 3 libri dell'autore: Il negativo, la stampa e la fotocamera.
Adams spiega come sia importante cercare di trasporre nello sviluppo della fotografia quell'idea che si è formata prima ancora di impressionare la pellicola. La scelta della tecnica da usare è soggettiva, l'utilizzo delle reazioni chimiche e del tempo rende controllabile il contrasto definitivo tra bianco e nero e la definizione.
Il sistema Zonale suddivide i grigi della fotografia in bianco e nero in 10 gradi indicati con i numeri romani, ognuno separato da uno stop esatto (un valore di diaframma, oppure un tempo di otturazione più breve o più lungo). Il valore X rappresenta la carta sensibile non ancora impressionata, mentre il valore 0 rappresenta il nero assoluto. Nella zona V sono presenti i grigi medi con riflettenza del 18%, le cifre più basse individuano toni scuri, mentre quelle alte i toni chiari.
Adams riteneva che gli strumenti da utilizzare in fase di sviluppo fossero importanti quanto lo studio della tecnica da usare. Un esposimetro, come un ingranditore se usati senza una profonda conoscenza forniscono un risultato che si discosta da quello realmente voluto.
A due anni dalla scomparsa del fotografo, avvenuta nell'aprile 1984, l'American Board of Geographic Names ha dedicato ad Adams una delle vette più alte dello Yosemite National Park, quindi nella geografia statunitense è presente l'Ansel Adams Mount.
Attualmente una delle maggiori collezioni private di foto del fotografo è in mano alla celebre famiglia Manfrotto.
Le informazioni sono state prese dal sito www.anseladams.com e da www.fotochepassione.it
Le immagini sono di proprietà del sito www.anseladams.com |
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