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Emiliano Scalia
Moderatore
Inviato: Dom Ott 11, 2009 3:13 pm
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Robert Frank è nato nel 1924 in Svizzera, da madre locale e padre apolide. Durante la seconda guerra mondiale, gli affari di famiglia vanno a gonfie vele. Ma Robert, deludendo in parte le aspettative della famiglia, decide di dedicarsi alla fotografia e si ritrova a fare l'assistente di due affermati professionisti dell'epoca, Hermann Segesser e Michael Wolgensinger.
E' un ragazzo pieno di iniziativa, e a guerra finita, nel 1946, si auto-pubblica una prima raccolta, che prenderà il nome di 40 Fotos.
L'anno seguente lascia l'Europa e si trasferisce negli stati Uniti, dove Harper's Bazaar (incredibile fucina di grandi fotografi) gli commissiona parecchi lavori di moda. Nel frattempo, comincia a lavorare come fotoreporter freelence, e i suoi viaggi lo portano soprattutto verso il Sudamerica prima e l'Europa poi. Alcuni di questi scatti vengono esposti e pubblicati, ma la notorietà arriva nel 1951, quando partecipa ad una straordinaria collettiva al MoMa, chiamata "51 American Photographers", e che raccoglie fotografie di alcuni dei più grandi talenti della fotografia del XX secolo.
Sposa un'artista americana, Mary Lockspeiser, che l'anno precedente lo aveva coinvolto in una pubblicazione molto apprezzata.
Da lei avrà due figli, Andrea e Pablo.
Lascia definitivamente la fotografia di moda e si continua a spostare tra gli Usa e Parigi. Nel 1953 torna, e questa volta definitivamente, in America e comincia a lavorare, sempre come freelance, per Vogue e Fortune.
Il 1955 è l'anno che gli cambia la vita, e che probabilmente cambia la concezione di fotogiornalismo.
Grazie all'aiuto di un altro grandissimo del fotogiornalismo, Walker Evans, Robert vince una borsa di studio della Guggenheim Foundation che gli permette di girare per due anni gli Stati Uniti in lungo e in largo.
Il lavoro uscito da questo girovagare non è solo un reportage, ma è un'indagine sociologica, artistica ed espressiva pari, forse, solo alla ricerca dello stesso Walker Evans durante gli anni della recessione. Frank si porta dietro, per alcuni tratti, tutta la famiglia. scatta 24.000 fotografie, ma alla fine solo 83 scatti saranno publlicati in uno dei più grandi libri fotogiornalistici di tutti i tempi: "The Americans".
Dal punto di vista personale, non fu un viaggio facile per lui. Fu incarcerato e cacciato via da un paio di città. Gli anni '50 negli Usa erano anni di grande ottimismo, di balli sfrenati ed enormi speranze. Robert Frank mostrò l'altra faccia degli Stati Uniti, quella della segregazione razziale e della povertà, dell'analfabetismo e della violenza.
Tornato a New York, incontra Jack Kerouac, che gli propone di scrivere una prefazione a "The Americans". Frank ovviamente acconsente e comincia con Kerouac e con Allen Ginsberg una amicizia che durerà tutta la vita.
Ma "The Americans" non avrà una nascita indolore. A causa della sua innovativa e visionaria tecnica fotografica, Frank non trovò, in principio, un editore disposto a pubblicare. Dovette quindi andare a Parigi, dove la raccolta vedrà la luce con il nome di "Les Americains" nel 1958. L'anno seguente l'opera troverà un editore negli Usa, la Grove Press. Uno dei più importanti mensili di settore, Popular Photography, lo recensì in questo modo: "Sfocature senza senso, esposizioni confuse, orizzonti storti e trascuratezza generale"
Comunque, la prefazione di Kerouac aiutò la pubblicazione, grazia alla fama del movimento Beat di quegli anni.
Per la sua prima vera e propria personale, Frank dovrà aspettare il 1961, quando l'Art Institute di Chicago gli dedicherà una mostra. e l'anno dopo è ancora la volta del Moma, ma ora lui è l'unico protagonista.
Dopo il lavoro profuso per la sua opera maggiore, Frank si dedica al cinema abbandonando quasi completamente la fotografia. Gira diversi flim, ed è apprezzato anche come regista. Piuttosto famso il suo lavoro con i Rolling Stones, Cocksucker Blues, del 1972. E' un documentario che, però, lo stesso Frank decide di censurare prima che a farlo fosse un tribunale. Una foto di Frank è anche sulla copertina dell'album degli Stones "Exile on Main St."
Dopo un decennio circa, Frank torna al suo primo amore e pubblica un secondo libro, una sorta di autobiografia fotografica che si chiama The Lines of my hand.
E' un lavoro diverso da quelli che aveva sviluppato negli anni precedenti. Si tratta di collages fatti con diversi negativi, tagli sui negativi stessi, insomma un'opera di avanguardia che comunque non arriverà mai alla notorietà di The Americans.
in quesgli anni Fank è bersagliato da tragedie personali. Nel '74 muore la sua figlia femmina, Andrea, in un incidente aereo nei pressi di Tikal, in Guatemala. E poco dopo Pablo viene ricoverato per una grave forma di schizofrenia. Morirà nel 1994, in un ospedale della Pennsylvania. Tutti i lavori dell'artista degli ultimi trent'anni risentono in maniera definitiva delle tragedie che si sono succedute.
Oggi divide la sua vita tra New York e la Nuova Scozia e continua a lavorare.
fonti: wiki en, The Americans |
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il regolamento: LEGGETELO |
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matteo
Moderatore
Inviato: Dom Ott 11, 2009 6:32 pm
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| grazie emiliano. bel lavoro. |
_________________
A quanto pare, la retina funziona come una minuscola mezza luna di materia
celebrale migrata verso la periferia per consentire un accesso più diretto al mondo [cit.] |
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ascantini
Utente Assiduo
Inviato: Lun Nov 09, 2009 4:20 pm
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| grazie anche da parte mia |
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Inka
Utente Assiduo
Inviato: Lun Nov 09, 2009 5:00 pm
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Grazie Emiliano..non conoscevo questo fotografo  |
_________________ Inka
"Perchè la vita è un brivido che vola via.." |
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raldeni
Utente Assiduo
Inviato: Lun Nov 09, 2009 5:12 pm
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grazie  |
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Dario
Moderatore di sezione
Inviato: Lun Nov 09, 2009 5:24 pm
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Un bel lavoro Emiliano bravissimo e grazie.
Dario  |
_________________ La penombra del dubbio ci impedisce luminose certezze. Ma almeno ci preserva dal ridicolo. |
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Sabrina
Utente Assiduo
Inviato: Mer Nov 11, 2009 6:47 pm
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Thanks! |
_________________ Flickr
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photoflavio
Moderatore
Inviato: Mer Nov 11, 2009 6:54 pm
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Ed io che alla vista dell'anteprima avevo immaginato fosse un tuo scatto...
Grazie per l'ottimo lavoro, molto interessante.
Ciao
Flavio |
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Emiliano Scalia
Moderatore
Inviato: Mer Nov 11, 2009 10:49 pm
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