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sergiopivetta

Utente Assiduo
Inviato:
Dom Mag 02, 2010 8:57 am

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Quando fotografiamo, dobbiamo necessariamente esporre.
Esporre una fotografia non è solo una questione di foto chiara o foto scura, sovraesposta o sottoesposta, ma una scelta ben precisa che il fotografo deve saper fare sia in funzione dell'utilizzo dell'immagine,
sia alla diversa risposta di differenti supporti sensibili,
sia all'atmosfera che la nostra immagine vogliamo trasmetta.

Quando un fotografo per esempio produce una foto per una immagine che poi andrà stampata con un procedimento tipografico deve tenere in debita considerazione che quel tipo di stampa farà perdere due stop di resa tonale.
Di conseguenza regolerà il contrasto di illuminazione in modo diverso da come ci si comporta se l’utilizzo finale sarà una foto stampata con la tradizionale stampa fotografica.
I bianchi non saranno bianchi, bensì di uno stop più scuri,
i neri non saranno neri ma di uno stop più chiari.

Nella foto in studio, e in special modo nello still life,il fotografo gestisce l’illuminazione avendo il completo controllo delle luci sia nella quantità che nel contrasto della tonalità.
Appare immediatamente comprensibile ai più il concetto di quantità di luce, un po’ meno invece il concetto di contrasto.
In un banco ottico usando il grande formato è possibile con una apposita sonda esposimetrica, Sinar Booster






(una bacchettina sottile e lunga da inserire in una apposita fessura della standarta porta chassis) collegata all’esposimetro esterno, andare a misurare con estrema precisione (il punto sensibile ha 6mm di diametro) su ogni punto desiderato della superficie dell’immagine presente sul vetro smerigliato, l’esposizione.
Questo per far sì che sia le alte luci che le superfici scure vengano esposte in modo che anche nella stampa con procedimento tipografico conservino un sufficiente dettaglio.






Affinché questo si realizzi, il fotografo regolerà accuratamente la disposizione e la potenza delle torce e/o dei pannelli riflettenti in modo da illuminare ogni rispettiva zona del soggetto (o oggetto) in modo che la rispettiva superficie rifletta la quantità di luce voluta.
Scatti che a volte occupano, come si può ora comprendere, anche il tempo di una intera giornata.





Non è quindi sufficiente una semplice misurazione esposimetrica come siamo comunemente abituati a fare, sia con l’esposimetro integrato nella reflex sia con l’esposimetro per luce incidente, ma una misurazione di luce riflessa che tenga quindi in debita considerazione di come verrà poi restituito il dettaglio di quella precisa superficie.

Il risultato sarà uno scatto dalla precisione matematica.
Il test con la Polaroid aveva lo scopo di poter valutare e a volte far valutare al cliente la composizione e dare un'idea di massima dello scatto.
Non poteva essere effettuato ai fini dell'esposizione perchè la latitudine di posa della pola era diversa dall'utilizzo che se ne faceva dello scatto per il quale l'esposizione viene appunto misurata con estrema precisione con la sonda dell'esposimetro ed ora con l'analisi dell'immagine al computer.

L’altro discorso ha a invece che vedere con la curva di risposta dell’elemento sensibile.
La pellicola, ogni tipo di pellicola, si comporta in modo diverso in relazione all’esposizione (e allo sviluppo, vedi il sistema zonale di Ansel Adams)
La densità della pellicola dopo lo sviluppo varia all’inizio dell'esposizione in modo non proporzionale alla quantità di luce,
poi la curva si raddrizza e diventa rettilinea per una certa gamma luminosa per poi ritornare a rispondere in modo non proporzionale alle alte luci.





E’ superfluo dire che l’utilizzo ottimale della pellicola va fatto in questo tratto rettilineo dove viene garantita la proporzionalità dell’esposizione.
Un po’ diversa ancora è la resa del sensore digitale, ma il procedimento di utilizzo è lo stesso.

sergio


L'ultima modifica di sergiopivetta il Lun Mag 03, 2010 8:34 am, modificato 5 volte

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www.sergiopivetta.com
danardi

Utente Assiduo
Inviato:
Dom Mag 02, 2010 12:54 pm

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Esiste un database delle curve di risposta dei sensori digitali montati sulle apparecchiature attualmente in commercio?

Se così non fosse (non ne ho trovate) come potremmo ricostruircela "in casa"?

_________________
sono un dilettante, non prendetemi troppo sul serio
danardi.net
sergiopivetta

Utente Assiduo
Inviato:
Mar Mag 04, 2010 7:18 pm

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danardi ha scritto:
... come potremmo ricostruircela "in casa"?

potresti fotografare un cartoncino grigio o, meglio ancora, per vedere anche fino a che punto leggi la texture testando realmente il tuo sistema obiettivo/sensore, la superficie di un prisma di cemento grigio.
L'esposizione corretta ti da il valore corrispondente al grigio medio Kodak.

esposimetro in posa M:

1- esp corretta
2- +1
3- +2
4- +3
...

10- -1
11- -2
12- -3
.....

dal 3 in poi gli step potrebbero essere di 1/2 o 1/3 di stop

Poi con photoshop misuri il valore e vedi quando (e se) escono dalla proporzionalità.


sergio

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