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Forum ~ ARCHITETTURA ~ Genova, p.za De Ferrari in grigio.

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drus

Utente Attivo
Inviato:
Gio Ago 26, 2010 1:37 pm

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Dati di scatto:
canon 5d/I+14/2.8/II
photoflavio

Moderatore
Inviato:
Gio Ago 26, 2010 4:22 pm

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Piazza De Ferrari è una delle mie ossessioni fotografiche; l'ho scritto altre volte, è un luogo del quale proprio non riesco a catturare l'essenza, uno di quei posti cui sono legato al punto da non saperne cogliere l'anima. Ogni volta che ci torno provo a fare alcuni scatti, sia dei particolari che delle visioni ultra grandangolari... niente. Puoi trovare qui uno dei miei mille tentativi deliranti ed il giro per il forum c'è qualcos'altro: 1, 2

Divagazioni a parte,

il grigiore del tuo scatto è effettivamente reale, purtroppo anche troppo. Avrei tentato una leggera schiarita alla piazza ed alle facciate, proprio un pelino per dare una leggera brillantezza ed attenuare la ssensazione triste che l'immagine trasmette.

Apprezzabilissime le linee verticali pressochè esenti da fuga prospettica.

Ciao Very Happy
Flavio

_________________
drus

Utente Attivo
Inviato:
Gio Ago 26, 2010 6:30 pm

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photoflavio ha scritto:
Piazza De Ferrari è una delle mie ossessioni fotografiche....


Ho vissuto gran parte della mia vita giovanile a Roma, avendo la fortuna di trovar guide e studi che m'hanno aperto a quella città unica, eppure..., eppure piazza De Ferrari "celava" (purtroppo celava, e dirò il perchè) un' "esclusiva" atmosfera architettonica che la stupenda fontana a pianta circolare esaltava fino a colmarne ogni limite, che pur l'inconsueto massiccio manufatto dei "servizi" del rifatto Teatro dell'Opera in un primo tempo sembrò guastare, e poi non guastò più.... La fontana è il medium del complesso. Il progettista - Giuseppe Crosa di Vergagni - perfettamente intese che la vastità della piazza avrebbe potuto "contenersi" - con ciò valorizzando l'insieme paesistico urbano - dilatando un corpo centrale, manufatto a fontana. Intesa anche che ogni eccessiva elevazione di quel corpo avrebbe disturbato la visione di due monumenti eccezionali: per severità di linee il primo - Palazzo Ducale (da un primigenio disegno dugentesco) -; per porticata dolcezza prospettica, primo ottocentesca, il secondo - Palazzo dell'Accademia, del Barabino -, il ns. Crosa di Vergagni concepì la sua opera qual manufatto a perfettissima pianta circolare, bassa e scavata in giro, con gran getto centrale, ritto e imponente a far da quinta d'ingresso ai monumenti, intorno. E la piazza rese ai genovesi e al mondo un gioiello di compostezza e drizzanti attenzioni prospettiche sugli edifici circostanti. Il disastro. Aver reso quel severo lastricato a lastroni il centro di zampilli impuri e impropri con cui qualche imbecille per "far gloria" ai "potenti della terra" distrusse l'essenza stessa della narrazione di quel meraviglioso centro. Oggi, piazza De Ferrari, costruita intorno a muretti, zampilli, lastricati infami, scavata in taluni punti fino ad abbassarne le misure delle prospettive visive dei suoi monumenti, è tutta chiusa in ciò che resta - di comunque eccezionale - e nel ricordo di chi l'ama e vide com'era.

Sono lieto del tuo amore per Genova. Io la città l'ho scoperta girando col naso all'insù, nello stretto dei vicoli d'un centro storico, che, per ampiezza e presenza di monumenti alto medioevali, è il più importante d'Europa (non solo per ciò che io pensi, ma per ciò che venne detto nelle più qualificate Assemblee di studiosi in urbanistica ed arte paesistica ).

La mia foto è stata fortemente cercata, in giorni e giorni d'attesa, e quella luce-non luce volle esser descrittiva, almeno un poco, degli umori di questa città - che, per non esser "mia" è, purtuttavia, da me percorsa da un cinquantennio -: talora accesi, talora cupi, sempre però "celati", in una sorta di bacìo spirituale che ama celarsi nel suo vero fondo e mostrarsi d'ogni quanto. Ti ringrazio.

ps. Mi son permesso di commentare le tue opere nelle lor proprie sedi.
photoflavio

Moderatore
Inviato:
Gio Ago 26, 2010 6:49 pm

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drus ha scritto:


Sono lieto del tuo amore per Genova. Io la città l'ho scoperta girando col naso all'insù [...]

La mia foto è stata fortemente cercata, in giorni e giorni d'attesa, e quella luce-non luce volle esser descrittiva, almeno un poco, degli umori di questa città - che, per non esser "mia" è, purtuttavia, da me percorsa da un cinquantennio -: talora accesi, talora cupi, sempre però "celati", in una sorta di bacìo spirituale che ama celarsi nel suo vero fondo e mostrarsi d'ogni quanto.

Magari non sarai di Genova in senso stretto, certamente ne hai colto pienamente l'essenza; lo si capisce leggendo che l'hai scoperta girando con il naso all'insù (ah.. i meravigliosi tetti genovesi) e come descrivi l'umore di questa città.

A presto,
Flavio

_________________

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