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Forum ~ TEMI FOTOGRAFICI ~ Creazione

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sergiopivetta

Utente Assiduo
Inviato:
Sab Dic 25, 2010 7:28 pm

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Un viaggio
,

fotografare è un viaggio.
d’immagine in immagine.

Immagini, alibi per viaggiare?
Oppure il viaggio, alibi per godere delle immagini?
Le immagini ci consentono il ricordo, fanno ritornare presente il passato,
riguardandole ripercorriamo le nostre emozioni.

Disegniamo, dipingiamo, fotografiamo,
per rivivere, trasmettere, ricordare emozioni.
Ed il viaggio che, inconsciamente, anno dopo anno percorriamo,
raccoglie fotogrammi via via diversi,
e uguali allo stesso tempo.
Diversi nei soggetti, nelle motivazioni e nei perché,
perché negli anni la nostra strada attraversa paesaggi,
situazioni eventi sempre diversi,
ma uguali nell’eccitare le emozioni.




7 luglio 1987 ore 15.30
Filippo, mio figlio






Meraviglioso

"E' vero
credetemi è accaduto
di notte su di un ponte
guardando l'acqua scura
con la dannata voglia
di fare un tuffo giù uh
D'un tratto
qualcuno alle mie spalle
forse un angelo
vestito da passante
mi portò via dicendomi
Così ih:
Meraviglioso
ma come non ti accorgi
di quanto il mondo sia
meraviglioso
Meraviglioso
perfino il tuo dolore
potrà guarire poi
meraviglioso ...
...Tu dici non ho niente
Ti sembra niente il sole! La vita
l'amore
Meraviglioso
il bene di una donna
che ama solo te
meraviglioso
La luce di un mattino
l'abbraccio di un amico
il viso di un bambino
meraviglioso…

(Meraviglioso - 1967)."







I figli, i bimbi.
Dai primi passi, le prime smorfie, i primi sorrisi.
Ognuno con la propria personalità.








Quante difficoltà, a quanti non sanno o non vogliono porsi allo stesso loro livello,
presenta il ritratto dei bimbi,
eppure, se t’infili nello stretto passaggio, in quel varco effimero che sono disposti a concederti,
ti si aprono strade ricche di soddisfazione.

E ti regalano il meglio di loro.

Se t’infili nello stretto passaggio che ti è concesso…






Davvero un angusto accesso.

Claustrofobia, paura, timori …
Se però ti sai rimpicciolire, ridimensionarti, potrai attraversare il cunicolo,
e allora sì che potrai godere del risultato.








Forse però è facile,
facile parlare della vita, rappresentarla fotografando i nostri figli, l’infanzia.
Quale soggetto infatti è più rappresentato nelle nostre fotografie?

I bimbi, libertà, gioco, divertimento.
Una ventata di energia e di libertà.
Il vento e la libertà, come gli aquiloni.


La libertà è legata a un filo,
ondeggia, danza come un aquilone.





L'aquilone

C'è qualcosa di nuovo oggi nel sole,
anzi d'antico: io vivo altrove, e sento
che sono intorno nate le viole.

Son nate nella selva del convento
dei cappuccini, tra le morte foglie
che al ceppo delle querce agita il vento.

Si respira una dolce aria che scioglie
le dure zolle, e visita le chiese
di campagna, ch'erbose hanno le soglie:

un'aria d'altro luogo e d'altro mese
e d'altra vita: un'aria celestina
che regga molte bianche ali sospese...

sì, gli aquiloni! È questa una mattina
che non c'è scuola. Siamo usciti a schiera
tra le siepi di rovo e d'albaspina.

Le siepi erano brulle, irte; ma c'era
d'autunno ancora qualche mazzo rosso
di bacche, e qualche fior di primavera

bianco; e sui rami nudi il pettirosso
saltava, e la lucertola il capino
mostrava tra le foglie aspre del fosso.

Or siamo fermi: abbiamo in faccia Urbino
ventoso: ognuno manda da una balza
la sua cometa per il ciel turchino.

Ed ecco ondeggia, pencola, urta, sbalza,
risale, prende il vento; ecco pian piano
tra un lungo dei fanciulli urlo s'innalza.

S'innalza; e ruba il filo dalla mano,
come un fiore che fugga su lo stelo
esile, e vada a rifiorir lontano.

S'innalza; e i piedi trepidi e l'anelo
petto del bimbo e l'avida pupilla
e il viso e il cuore, porta tutto in cielo.

Più su, più su: già come un punto brilla
lassù lassù... Ma ecco una ventata
di sbieco, ecco uno strillo alto... - Chi strilla?

Sono le voci della camerata
mia: le conosco tutte all'improvviso,
una dolce, una acuta, una velata...

A uno a uno tutti vi ravviso,
o miei compagni! e te, sì, che abbandoni
su l'omero il pallor muto del viso.

Sì: dissi sopra te l'orazïoni,
e piansi: eppur, felice te che al vento
non vedesti cader che gli aquiloni!

Tu eri tutto bianco, io mi rammento.
solo avevi del rosso nei ginocchi,
per quel nostro pregar sul pavimento.

Oh! te felice che chiudesti gli occhi
persuaso, stringendoti sul cuore
il più caro dei tuoi cari balocchi!

Oh! dolcemente, so ben io, si muore
la sua stringendo fanciullezza al petto,
come i candidi suoi pètali un fiore

ancora in boccia! O morto giovinetto,
anch'io presto verrò sotto le zolle
là dove dormi placido e soletto...

Meglio venirci ansante, roseo, molle
di sudor, come dopo una gioconda
corsa di gara per salire un colle!

Meglio venirci con la testa bionda,
che poi che fredda giacque sul guanciale,
ti pettinò co' bei capelli a onda

tua madre... adagio, per non farti male.


(Giovanni Pascoli)





A volte la foto è documento di gioco,
di divertimento.
Il gioco è anche divertimento nell’inventare,
comporre e ricomporre.






Il gioco, il divertimento, tante immagini, delicate bolle di sapone,
colorate come coriandoli a carnevale









Il carnevale

Carnevale vecchio e pazzo
Carnevale vecchio e pazzo
s’è venduto il materasso
per comprare pane e vino
tarallucci e cotechino.
E mangiando a crepapelle
la montagna di frittelle
gli è cresciuto un gran pancione
che somiglia a un pallone.
Beve e beve e all’improvviso
gli diventa rosso il viso,
poi gli scoppia anche la pancia
mentre ancora mangia, mangia…
Così muore Carnevale
e gli fanno il funerale,
dalla polvere era nato
ed in polvere è tornato.


(Gabriele D’Annunzio)







Questo, apparente, difficoltoso duello,
il ritratto,







è solo una delle difficoltà sulla strada della raffigurazione.
Qui però la giovane età dei soggetti,
l’affetto dei loro genitori,
fanno comunque accettare di tutto e di più.
A volte anche ciò che tu ritieni deludente,
agli occhi dei familiari è delizioso.

Poi, però, si cambia età.
Ci si deve confrontare con età più consapevoli, esigenti, a volte altezzose all’eccesso.
Un adulto, un giovane,
ha la consapevolezza della propria immagine.
Ed è un giudice incorruttibile e severo (e a volte paranoico).

Quante paure allora riserva la creazione.
Il vuoto, il panico, l’incertezza.
I tuoi occhi non riescono a vedere, luci, ombre, colori,
indefiniti e confusi, sovrapposti e mescolati.
Qui non vi sono più tolleranze,
il metro diventa più severo, esigente,
a volte, pretenzioso oltremisura.

Due fantasie allora si fronteggiano,
la fantastica, ottimistica, visione di se stessi da parte del soggetto ritratto,
e la fantasia creativa del fotografo, disposto anche all’inganno pur di soddisfare.
A volte però la fantasia ottimistica della persona ritratta è più forte di tutto.
Come la stupidità.
E, di fonte alla stupidità, non vi sono antidoti, se non quello di farsi pagare profumatamente, facendosi quindi sostanzialmente remunerare anche l’inevitabile arrabbiatura, che di per sé non ha prezzo.
O rinunciare elegantemente all’incarico.








La creazione.



Non abbandonarti
Non abbandonarti, tieniti stretto,
e vincerai.
Vedo che la notte se ne va:
coraggio, non aver paura.
Guarda, sul fronte dell’oriente
di tra l’intrico della foresta
si è levata la stella del mattino.
Coraggio, non aver paura.

Son figli della notte, che del buio battono le strade
la disperazione, la pigrizia, il dubbio:
sono fuori d’ogni certezza, non son figli
dell’aurora.
Corri, vieni fuori;
guarda, leva lo sguardo in alto,
il cielo s’è fatto chiaro.
Coraggio, non aver più paura.


(Rabindranath Tagore)





Già,
Risolvere tutto, con i bimbi, nel giro di pochi secondi.
Non sempre però è così.
Anzi,
giovani, adulti, anziani,
ti permettono un importantissimo vantaggio.

Il tempo.

Il tempo è importante, il ragionamento ha bisogno di tempo.
Se puoi ragionare, hai la capacità di migliorare.

Ecco,
ecco allora che, all’improvviso, tutto si fa chiaro e,
all’improvviso,
la sorpresa del traguardo.
E, come quando il marinaio sull’albero urla “terra”,
ecco spuntare l’idea.







Un divertirsi con gli elementi a disposizione,
come i colori, in un gioco di bilanciate armonie







o fantasiose cromie








Ora l’età del soggetto aumenta.
Il soggetto, non più bambino, non più fanciullo, ora ci offre facili spunti per soddisfare il piacere del ritrarre.



La bellezza per esempio





O l’aspetto fisico







E quale migliore soggetto si presta, un po’ per sua vanità, un po’ per una sana voglia maschile,
per essere inquadrato e immortalato?
La donna,
spesso in un nudo.








Il nudo, esibizione di stile, sfoggio estetico, compositivo, alchimia di luci ombre, curve, sinuosità.
Il nudo, traguardo intimo di fotografi,
Il nudo,
purezza estetica, compositiva.








Ed ecco allora, per una sorta di emulazione collettiva, eccitazione, frenesia,
la convulsa creazione d'immagini oramai, purtroppo, sempre più uguali.
Molto difficile, quindi, distinguersi e inventare.
Pochi elementi a disposizione, uno, il soggetto,



e luce, e fantasia.







La donna

Nova angeletta sovra l'ale accorta
scese dal cielo in su la fresca riva
là 'nd'io passava sol per mio destino.

Poi che senza compagna e senza scorta
mi vide, un laccio che di seta ordiva
tese fra l'erba ond'è verde il camino.

Allor fui preso, e non mi spiacque poi,
sì dolce lume uscia degli occhi suoi!


(Francesco Petrarca)
1300 - nato ad Arezzo e vissuto ad Arquà (Veneto)






La donna,
crediamo di conoscerla.
Quanti nuovi timori ci riserva questo nuovo mondo che vogliamo fotografare.
Un mondo le cui strade non sono uguali alle nostre e non portano negli stessi luoghi.
Le stesse paure però sono presenti da ambo le parti, entrambi timorosi del nuovo.






E del proibito










Erano i capei d'oro a l'aura sparsi

Erano i capei d'oro a l'aura sparsi
che 'n mille dolci nodi gli avolgea,
e 'l vago lume oltra misura ardea
di quei begli occhi ch'or ne son sì scarsi;

e 'l viso di pietosi color farsi,
non so se vero o falso, mi parea:
i' che l'esca amorosa al petto avea,
qual meraviglia se di subito arsi?

Non era l'andar suo cosa mortale
ma d'angelica forma, e le parole
sonavan altro che pur voce umana;

uno spirto celeste, un vivo sole
fu quel ch'i' vidi, e se non fosse or tale,
piaga per allentar d'arco non sana


(Francesco Petrarca, Canzoniere, XC)







Questo soggetto, l’adulto,
pur aumentandoci le difficoltà ma, anche, le possibilità,
è fonte inesauribile per creare immagini dove spesso ci specchiamo.
E allora ecco che, nelle nostre foto, compaiono i nostri desideri,
piaceri, fantasie e realtà.

Facile ovviamente documentare l’aspetto estetico, un po’ meno facile fotografarne i sentimenti.
In un film il regista si aiuta con la colonna sonora, le musiche, il cambio scena, il ritmo, le parole, le frasi …
Il fotografo no,
Il fotografo ha solo un unico fotogramma.
Muto e statico.

Qualche volta però ci si riesce
e le immagini fanno trasparire sottili sfumature teoricamente impossibili da trasferire sulla gelatina sensibile o sul sensore,
quasi come gli ectoplasmi della fantasia.


Un fiume che scorre, a volte impetuoso
A volte placido.

La strada giusta da seguire è quella del cuore.
Inutile la ragione, vana la logica.
Come nel fiume una canoa si adatta alle onde, ne sfrutta le correnti, gioca con le morte e gli agganci,
il ritrattista deve assecondare, piegarsi, adattarsi alle nuove personalità, ai tanti caratteri,
alle maschere.




Il fiume


Fiume che là specchiasti un casolare
co' suoi rossi garofani, qua mura
d'erme castella, e tremula verzura;
eccoti giunto al fragoroso mare:

ed ecco i flutti verso te balzare
su dall'interminabile pianura,
in larghe file; e nella riva oscura
questa si frange, e quella in alto appare;

tituba e croscia. E là, donde tu lieto,
di sasso in sasso, al piè d'una betulla,
sgorghi sonoro tra le brevi sponde;

a un po' d'auretta scricchiola il canneto,
fruscia il castagno, e forse una fanciulla
sogna a quell'ombre, al mormorio dell'onde.


(Giovanni Pascoli)





Adattarsi, plasmarsi.
Non cedere.
Anche se il cedere a volte è piacevole, un oblio dolce e invitante.

Ecco, ritornano,
le sirene ammaliatrici di Ulisse ora cantano e suonano per noi.







L'amore, il piacere.

L’atmosfera si riscalda, s’intorpidisce.
Il sentiero che credevamo di conoscere alla perfezione, che non ci avrebbe potuto riservare delle sorprese,
ci sorprende indifesi, a volte inconsciamente indifesi.
Le immagini documentano allora queste nuove tonalità, le fantasie, i sogni.







L'amore

L’amore...

L’amore mi sconvolse
l’anima
come il vento dal monte
si getta sulle querce.


(Saffo)







Qui regna amore
Ove sei? de' sereni occhi ridenti
A chi tempri il bel raggio, o donna mia?
E l'intima del cor tuo melodia
A chi armonizzi ne' soavi accenti?

Siedi tra l'erbe e i fiori e a' freschi venti
Dài la dolce e pensosa alma in balía?
O le membra concesso hai de la pia
Onda a gli amplessi di vigor frementi?

Oh, dovunque tu sei, voluttuosa
Se l'aura o l'onda con mormorio lento
Ti sfiora il viso o a' bianchi omeri posa,

È l'amor mio che in ogni sentimento
Vive e ti cerca in ogni bella cosa
E ti cinge d'eterno abbracciamento.


(Giosuè Carducci)








A lui si frantumano le difese,
L’odore, il tepore, la vellutata morbidezza….
Danno forza, tolgono paure, rendono temerari e ciechi.








Un sentimento devastane prende allora il sopravvento.




Il desiderio.






Il Desiderio

Notti selvagge - notti selvagge!
Se io fossi con te
notti selvagge sarebbero
nostra voluttà!

Futili - i venti -
per un cuore in porto -
niente più bussola -
niente più carta!

Remando nell'Eden -
Ah! il mare!
se in te stanotte
potessi ancorare!


(Emily Dickinson)
- Traduzione di M. Bacigalupo –





Il desiderio,
come documentarlo, come descriverlo.
La strada ora si fa più difficile, noi l’abbiamo scelta per passione, sfida, voglia di avventura.
La voglia di reinventarsi, rinnovarsi rende temerari.
Oppure solo la voglia?


E come il forte vento di una tempesta in alto mare distrugge tutto e poi scompare lasciando solo detriti e silenzio,
anche il desiderio dopo lo scempio lascia il posto al vuoto.
Unico rimasuglio, più o meno intenso, più o meno sentito,
Un evanescente ricordo.









Un ricordo

Io non sapea qual fosse il mio malore
né dove andassi. Era uno strano giorno.
Oh, il giorno tanto pallido era in torno,
pallido tanto che facea stupore. Un ricordo

Non mi sovviene che di uno stupore
immenso che quella pianura in torno
mi facea, cosí pallida in quel giorno,
e muta, e ignota come il mio malore.

Non mi sovviene che d'un infinito
silenzio, dove un palpitare solo,
debole, oh tanto debole, si udiva.

Poi, veramente, nulla piú si udiva.
D'altro non mi sovviene. Eravi un solo
essere, un solo; e il resto era infinito.


(Gabriele D'Annunzio)










Lentamente anche il ricordo poi si affievolisce,
difficile restituirne le evanescenze, arduo rincorrere chi fugge.
Solo tenui pennellate, velature.









Il ricordo, agli indifesi, lascia solitudine, tristezza,
per alcuni angoscia.







Natale

Non ho voglia
di tuffarmi
in un gomitolo
di strade

Ho tanta
stanchezza
sulle spalle

Lasciatemi così
come una
cosa
posata
in un
angolo
e dimenticata

Qui
non si sente
altro
che il caldo buono

Sto
con le quattro
capriole di fumo
del focolare


(Giuseppe Ungaretti)





A volte, invece, il ricordo scompare.
Subito.





Altro tema difficile all’obiettivo,




Il dolore.







X agosto

San Lorenzo, io lo so perché tanto
di stelle per l'aria tranquilla
arde e cade, perché sì gran pianto
nel concavo cielo sfavilla.

Ritornava una rondine al tetto:
l'uccisero: cadde tra spini:
elle aveva nel becco un insetto:
la cena de' suoi rondinini.

Ora è là, come in croce, che tende
quel verme a quel cielo lontano;
e il suo nido è nell'ombra, che attende,
che pigola sempre più piano.

Anche un uomo tornava al suo nido:
l'uccisero: disse: Perdono;
e restò negli aperti occhi un grido:
portava due bambole in dono...

Ora là, nella casa romita,
lo aspettano, aspettano in vano:
egli immobile, attonito, addita
le bambole al cielo lontano.

E tu, Cielo, dall'alto dei mondi
sereni, infinito, immortale,
oh! d'un pianto di stelle lo inondi
quest'atomo opaco del Male!


(Giovanni Pascoli)







Due le reazioni al forte dolore, le grida,
e il silenzio.







Il silenzio è forte,
il silenzio non si vede, è difficile da immortalare.


Inesprimibile in immagine








Il silenzio






Conosco una città
che ogni giorno s’empie di sole
e tutto è rapito in quel momento

Me ne sono andato una sera

Nel cuore durava il limìo
delle cicale

Dal bastimento
verniciato di bianco
ho visto
la mia città sparire
lasciando
un poco
un abbraccio di lumi nell’aria torbida
sospesi


(Giuseppe Ungaretti)





e l’insicurezza





L'insicurezza,
l'incertezza del risultato spesso crea angoscia.
Ma è giusto che insaporisca la nostra strada, è giusto che ci sia l'insicurezza, basta che non diventi patologica.
L'insicurezza, sana, aiuta nel viaggio, evita i facili errori dovuti alla presunzione, aiuta a migliorare.
Direi che è paragonabile alla voglia di scoprire, parallela all'inventare.








E nasce ora un altro sentimento, figlio delle emozioni e del ricordo.
Dolce e tiepido ti accarezza e ti coccola, soavemente.
Anestetico dell’anima e del cuore.



La nostalgia.




Nostalgia

Tra le nubi ecco il turchino
cupo ed umido prevale:
sale verso l'Apennino
brontolando il temporale.
Oh se il turbine cortese
sovra l'ala aquilonar
mi volesse al bel paese
di Toscana trasportar!

Non d'amici o di parenti
là m'invita il cuore e il volto:
chi m'arrise a i dì ridenti
ora è savio od è sepolto.
Né di viti né d'ulivi
bel desio mi chiama là:
fuggirei da' lieti clivi
benedetti d'ubertà.

De le mie cittadi i vanti
e le solite canzoni
fuggirei: vecchie ciancianti
a marmorei balconi!
Dove raro ombreggia il bosco
le maligne crete, e al pian
di rei sugheri irto e fosco
i cavalli errando van,

là in Maremma ove fiorio
la mia triste primavera,
là rivola il pensier mio
con i tuoni e la bufera:
là nel ciel nero librarmi
la mia patria a riguardar,
poi co 'l tuon vo' sprofondarmi
tra quei colli ed in quel mar.


(Giosué Carducci)






La nostalgia è legata al ricordo,
ed è per ricordare che, da sempre, l’uomo ha cercato di celebrare con l’immagine.
Dal singolo alle famiglie



Alle mamme





E gli amici





Ogni età è meravigliosa da ritrarre,
giovinette acerbe




neonati, bimbi, giovani,
adulti.




Nonni.









Ecco, siamo al capolinea.
Ora, dopo aver percorso l’intero cammino delle emozioni fotografate,
non rimane che affrontare il tema più difficile.




Pianto antico

L'albero a cui tendevi
la pargoletta mano,
il verde melograno
da' bei vermigli fior,

nel muto orto solingo
rinverdì tutto or ora
e giugno lo ristora
di luce e di calor.

Tu fior della mia pianta
percossa e inaridita,
tu dell'inutil vita
estremo unico fior,

sei ne la terra fredda,
sei ne la terra negra;
né il sol più ti rallegra
né ti risveglia amor.


(Giosuè Carducci)




La morte.



Come parlarne con una immagine senza la truce violenza delle caratteristiche fisiche, terrene?
In questo ritratto il grande spazio arido della metà bianca inferiore contrasta con l'altra metà superiore, ben più equilibrata, armoniosa e dolce.


Ma non è un caso.
La poesia stessa del Carducci, Il pianto antico, basa il suo successo sul contrasto fra le prime due strofe dove vi è luce, colore, fecondità e calore,
e le ultime due, dove tutto è freddo, arido,
morto.

Un’immagine,
non a caso dallo stile classico, (e Carducci era un esperto in letterature classiche)
adatta al tema.




L’ottimismo, risorsa nascosta, potente e temeraria,
emerge.
La tempesta è passata,
alle spalle le difficoltà, il peggio.
Ora l’aria è calma, tiepida.



Ora è quiete







Il soggetto finalmente non è teso,
il viso è libero, nessun laccio dovuto a paure, tensioni, timidezze lo lega e lo distorce.
Un regalo,
un totale donarsi all’obiettivo,
all’autore.





La quiete dopo la tempesta

Passata è la tempesta:
Odo augelli far festa, e la gallina,
Tornata in su la via,
Che ripete il suo verso. Ecco il sereno
Rompe là da ponente, alla montagna;
Sgombrasi la campagna,
E chiaro nella valle il fiume appare.
Ogni cor si rallegra, in ogni lato
Risorge il romorio
Torna il lavoro usato.
L'artigiano a mirar l'umido cielo,
Con l'opra in man, cantando,
Fassi in su l'uscio; a prova
Vien fuor la femminetta a còr dell'acqua
Della novella piova;
E l'erbaiuol rinnova
Di sentiero in sentiero
Il grido giornaliero.
Ecco il Sol che ritorna, ecco sorride
Per li poggi e le ville. Apre i balconi,
Apre terrazzi e logge la famiglia:
E, dalla via corrente, odi lontano
Tintinnio di sonagli; il carro stride
Del passegger che il suo cammin ripiglia.

Si rallegra ogni core.
Sì dolce, sì gradita
Quand'è, com'or, la vita?
Quando con tanto amore
L'uomo a' suoi studi intende?
O torna all'opre? o cosa nova imprende?
Quando de' mali suoi men si ricorda?
Piacer figlio d'affanno;
Gioia vana, ch'è frutto
Del passato timore, onde si scosse
E paventò la morte
Chi la vita abborria;
Onde in lungo tormento,
Fredde, tacite, smorte,
Sudàr le genti e palpitàr, vedendo
Mossi alle nostre offese
Folgori, nembi e vento.

O natura cortese,
Son questi i doni tuoi,
Questi i diletti sono
Che tu porgi ai mortali. Uscir di pena
E' diletto fra noi.
Pene tu spargi a larga mano; il duolo
Spontaneo sorge: e di piacer, quel tanto
Che per mostro e miracolo talvolta
Nasce d'affanno, è gran guadagno. Umana
Prole cara agli eterni! assai felice
Se respirar ti lice
D'alcun dolor: beata
Se te d'ogni dolor morte risana.


(G. Leopardi)


sergio

_________________
www.sergiopivetta.com
Mariantonietta Leorato

Utente Assiduo
Inviato:
Sab Dic 25, 2010 7:32 pm

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Rispondi citando
sono senza parole..SEI GRANDE...

_________________
per gli amici( tutti )rimango sempre anto!!!!!ciao



:-)Il posto dove essere felici è qui,il momento è adesso
SAW

Moderatore
Inviato:
Sab Dic 25, 2010 8:34 pm

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Rispondi citando
Shocked Shocked Wow..un viaggio indimenticabile...un sunto che racchiude la tua grande capacità Fotografica e narrativa, atta a valorizzare al massimo ogni singolo stadio della crescita umana e professionale di chi si pone davanti e dietro l'obiettivo!
Un grande Lavoro che ogni giorno dimostra la tua grandiosa capacità di cogliere le infinite sfumature che il corpo e l'anima umana riescono a trasmettere solamente a chi sà leggere nel profondo.

Preferiti! ...e GRAZIE per averci fatto partecipe di questo viaggio.

Super apprezzato.. Wink

_________________

www.photocf.altervista.org

VIDEOGUIDA CARICAMENTO IMMAGINI
Danyalina

Utente Assiduo
Inviato:
Sab Dic 25, 2010 10:44 pm

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Rispondi citando
Shocked gran bel viaggio fra sentimenti immagini e parole.
complimenti vivissimi Wink

_________________


Fanno più disastri gli scienziati di quanti ne abbiano combinati gli ignoranti.
danyalina@libero.it
Ric

Utente Assiduo
Inviato:
Dom Dic 26, 2010 11:12 am

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Rispondi citando
Splendido, emozionantissimo racconto in parole ed immagini. Grande Sergio!

_________________
Il fotoritocco migliore è quello che non si vede.
Dario

Moderatore di sezione
Inviato:
Dom Dic 26, 2010 11:41 am

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Rispondi citando
Che Magnifico regalo di Natale ci hai fatto Sergio, davvero splen-di-do! E che gran lavoro, oltre alle foto i testi, i dipinti... che grande emozione
Complimento è dir poco, sei un grande.

Grazie davvero

Dario

_________________
La penombra del dubbio ci impedisce luminose certezze. Ma almeno ci preserva dal ridicolo.
sergiopivetta

Utente Assiduo
Inviato:
Dom Dic 26, 2010 8:35 pm

Profilo Send private message - Invia messaggio privato
Rispondi citando
grazie a tutti,
è stato davvero un lavoraccio, roba di qualche anno fa.

Dario ha scritto:
... i dipinti...


sono tutte fotografie e,
proprio le più "irreali", assolutamente senza pp

sergo

_________________
www.sergiopivetta.com
Marco Pasinelli

Utente Assiduo
Inviato:
Lun Dic 27, 2010 7:34 pm

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Rispondi citando
é vedendo lavori come questo che ho voluto incamminarmi lungo la strada della fotografia, non c'è niente come quasta arte (anche se penso che non lo sia, ma al momento non mi viene in mente niente di meglio) che ti porta a viaggiare oltre i confini dell immaginazione, oltre lo sguardo (appunto), oltre ciò che gli altri non vedono o meglio non sanno guardare, non sanno dove gurdare. Questo, questa "brocure" alla vita, aiuta molti ad osservare, ad intrerpretare, a cogliere, quello che un insieme di immagini, messe in ordine possono raccontare, un intero viaggio come la vita. Penso che nessun altra forma d'espressione riesca a raccontare cosi bene le cose.
Non amo dare del maestr o a qualcuno, ammeno che non insegni alle elementari e tantomenno del professore
ma mi tolgo il cappello davanti a cosi tanta bravura complimenti
Marco
Ps: da oggi hai un fan in più

_________________
Meno è intelligente il bianco, più gli sembra che sia stupido il negro
Andrè Gide
www.marcopasinelli.Jimdo.com
la mia associazione
www.associazioneoltrelosguardo.it
Dario

Moderatore di sezione
Inviato:
Lun Dic 27, 2010 10:01 pm

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sergiopivetta ha scritto:
grazie a tutti,
è stato davvero un lavoraccio, roba di qualche anno fa.

Dario ha scritto:
... i dipinti...


sono tutte fotografie e,
proprio le più "irreali", assolutamente senza pp

sergo


Si hai ragione, perdonami, ho scritto male, ma senza nulla togliere al contenuto.

Ciao e grazie ancora per averlo condiviso con noi

Dario

_________________
La penombra del dubbio ci impedisce luminose certezze. Ma almeno ci preserva dal ridicolo.
LAGLUDA

Utente Assiduo
Inviato:
Lun Dic 27, 2010 11:24 pm

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mi associo ai complimenti e ai ringraziamenti per questo racconto in immagini e poesie che trovo veramente appassionante.
Eccezionale.
Se poi si potesse anche aggiungere una colonna sonora, (domanda per lo staff: si puo'??)...

Un saluto e tanti auguri di buone feste
sergiopivetta

Utente Assiduo
Inviato:
Mer Dic 29, 2010 9:39 pm

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LAGLUDA ha scritto:
...Se poi si potesse anche aggiungere una colonna sonora...


ci sto pensando da tempo.

http://www.delmutolo.com/forum/viewtopic.php?p=228941&highlight=#228941


appena trovo la soluzione non mancherò di usarla

sergio

_________________
www.sergiopivetta.com
Marco Bracci

Utente Assiduo
Inviato:
Ven Gen 07, 2011 11:05 am

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GRAZIEEEEEEE per qsto splendido racconto!!!!!!!

_________________
Voglio vivere così, col sole in fronte e felice canto beatamente...!!!
http://www.flickr.com/photos/marcobracci/sets/

Sabrina

Utente Assiduo
Inviato:
Sab Gen 08, 2011 9:10 pm

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Grazie Sergio sempre interessanti ed istruttivi i tuoi racconti(a parte la musica) e come, forse ti ho già detto in passato, io penserei ad un libro dove raccogliere tutto il materiale artistico di cui disponi,ciao Wink

_________________
http://www.flickr.com/photos/resa10

photoflavio

Moderatore
Inviato:
Lun Gen 10, 2011 10:54 pm

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Ho guardato questo lavoro tutto d'un fiato, il giorno che lo hai inserito, senza soffermarmi sui testi ma ricordando le emozioni già provate nel tempo quando ho visto qui ed altrove alcune di queste foto. Sono poi ripassato un paio di volte rileggendo e riguardando tutto e gustandomelo con la necessaria e meritata calma. Un viaggio nella fotografia ed in molti dei suoi aspetti, un percorso tra sentimenti ed emozioni, attimi di vita congelati in queste immagini e descritti dalle parole che hai sapientemente scelto.

Grazie per aver voluto condividere con noi questo bellissimo lavoro.
Flavio

_________________
Paolo Cassol

Utente Assiduo
Inviato:
Mar Gen 11, 2011 7:41 am

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un lavoro assolutamente meraviglioso !!
I più veri complimenti.
ciao
Paolo
Paolo Carazzai

Utente Assiduo
Inviato:
Gio Gen 13, 2011 5:08 pm

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Che dirti dopo questa impagabile emozione, grazie, grazie della lezione di fotografia, di poesia, di significati, di vita.

_________________
Collaboro con:

www.scopridolomiti.it

www.extremeadventure.it

"la vita non si misura in anni, ma col numero degli attimi che ti lasciano senza respiro..."
Anonimo - Frase trovata nel diario di un bivacco
sergiopivetta

Utente Assiduo
Inviato:
Ven Gen 14, 2011 9:38 pm

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photoflavio ha scritto:
...senza soffermarmi sui testi ...

non andrebbe fatto,
i testi, le parole, sono importanti.
Ogni parola ha un suo significato, comunica.
Sorvolarci significa perdere qualcosa, non capire.

Nello scrivere cerco sempre di usare le parole giuste, i termini appropriati.
Come ti dicevo telefonicamente,
non sopporto di scrivere usando parole a caso, termini errati.
Questa mia "fissa" genera spesso una reazione negativa.
Chi mi legge, spesso, dà di me una errata valutazione.
Ci siamo, forse e purtroppo, abituati ai vari rinsecchiti tvb... xkè.... cmq...

Eppure quanto bella è la lingua italiana, le parole che ci mette a disposizione sono tante ed utili,
ci aiutano,
come i colori e le ombre,
a raccontare veramente i nostri sentimenti

Ci si accorge di questo solo quando, rileggendo, si ha modo di comprendere.

sergio

_________________
www.sergiopivetta.com
photoflavio

Moderatore
Inviato:
Ven Gen 14, 2011 10:42 pm

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photoflavio ha scritto:
...senza soffermarmi sui testi ...
sergiopivetta ha scritto:
non andrebbe fatto,

Ma dopo aver fatto il primo giro l'ho riguardato due volte... ed al secondo passaggio ho letto i testi.

Questa è una mia caratteristica, anche quando compro un libro. Prima lo sfoglio velocemente e guardo le immagini, ho fame di immagini e vorrei vedere tutto il possibile, d'un fiato. Solo quel punto passo al testo.
Magari è un difetto, un modo bagliato, ma ci convivo da anni ed applico questo metodo a tutto ciò che faccio.

Leggendo di questa tua ricerca delle parole, cui mi avevi accennato, sorrido divertito perchè penso ad una mia fissazione nello scrivere, quella per gli spazi e le punteggiature. Noterai che uso molti "punto e virgola", che abuso dei tre puntini di sospensione per introdurre le pause simulando le esitazioni tipiche della lingua parlata. Cerco di sopperire alla freddezza della lingua scritta (del forum) con l'introduzione di elementi che in qualche modo dovrebbero (vorrebbero?) dare vita e colore, simulare il tono della voce.

Leggerti è sempre un piacere Wink
Flavio

_________________
michele beretta

Utente Assiduo
Inviato:
Gio Apr 19, 2012 5:48 pm

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Sergio che dire difronte a tutta questa arte sei stato a parer mio eccezzionale
ciao Michele

_________________
esiste sempre qualcosa di meglio
el gordo

Utente Assiduo
Inviato:
Ven Mag 11, 2012 6:42 pm

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un maestro
unico nel tuo genere

no ho altro da aggiungere

_________________
domani , può essere tardi
per aspettare .

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