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sergiopivetta
Utente Assiduo
Inviato: Dom Mar 20, 2011 8:32 pm
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Spesso un artista viene chiamato "maestro".
Questo termine sembrerebbe a prima vista poco appropriato, il maestro infatti ce lo ricordiamo come quello che, a scuola, ci ha insegnato a leggere e a scrivere.
Una persona che ha il compito di insegnare quindi.
Dalla scuola ricordo che vi erano maestri, e professori, bravi ad insegnare, ma ve ne erano anche di meno bravi, pur conoscendo molto bene la propria materia.
Una volta ci capitò una professoressa di matematica che sembrava uno scienziato, doveva sapere la matematica come Einstein, peccato che tutti noi non la si capisse, la media dei voti dell’intera classe diventò in breve tempo un tre.
Protestammo e la cambiammo, il nuovo prof, peraltro severissimo, aveva tutto un altro metodo di insegnamento e le cose cambiarono.
Io, che non avevo assolutamente la fama di uno secchione, arrivai alla media dell’otto.
Conoscere bene la propria materia non è quindi la dote più importante ed unica per essere un buon insegnante.
E' invece davvero importante il saperla anche trasmettere agli altri affinché imparino e ne siano fruitori.
Penso che, anche per un artista, sia valido questo principio.
Quando guardiamo un dipinto, una scultura, o una fotografia, a volte ne ammiriamo solo la perfezione tecnica e nulla di più,
non riusciamo ad emozionarci, rimaniamo freddi alla sua visione.
Quell'opera ci rimane estranea, non ci cattura, non ci tocca il cuore.
Ecco, l'autore di quell'opera non è stato capace di trasmetterci quel qualcosa che magari era in lui e che lo ha ispirato.
Se ci è capitato di visitare una galleria d'arte, un museo, ci sarà capitato di essere catturati, rapiti, da alcune delle opere esposte, di rimanere bloccati a guardarle,
provando un piacere profondo che ci impediva di proseguire.
In alcune sale addirittura sono installate delle panchine apposta per permettere al pubblico di contemplare con la dovuta calma l'opera esposta.
Caravaggio - La cena di Emmaus
Quelle opere hanno fatto "risuonare” come un diapason le nostre corde emotive più profonde, abbiamo condiviso con l'autore le emozioni che lui ha provato nel creare.
Anche distanza di secoli.
Consciamente o inconsciamente l'artista crea la sua opera utilizzando, oltre che alla tecnica, un qualcosa in più, un valore aggiunto, che fa sì che la creazione contenga l'emozione.
Dettagli
particolari, astuzie in grado di far si che le nostre cellule, i nostri pensieri, i nostri neuroni vibrino sintonizzati.
E' quel qualcosa in più, quella magia che trasforma un prodotto di artigianato in un'opera d'arte.
Apparentemente è un dipinto, una scultura, una fotografia, uguale ad altre,
però quel dipinto, quella scultura, quella fotografia, ci emozionano in sintonia con l'intento dell'autore.
Anche solo un tratto a matita
Modigliani
E non basta dire che è per merito di quella particolare luce, di quel particolare taglio,
o effetto,
inquadratura o tonalità
Li potremmo usare anche noi, ma non sarà la stessa cosa, non otterremo lo stesso effetto.
Infatti l'autore di quell'opera "diversa" e speciale li ha usati in combinazione con altro, creando la ricetta perfetta per quel soggetto, quella situazione e quell'atmosfera.
Sono la sua magia, il suo cuore, che ci giungono attraverso la sua creazione.
quando una foto è fatta solo per se stessa,
quando non vi è altro che una mera esibizione di tecnica,
di arte materialistica,
quando non vi sono ideali, sentimenti,
è solo una dispersione di energie.
Chi guarda una di queste foto si allontana dal fotografo, non lo comprende, non ne vive e non ne conosce i sentimenti.
Quando invece l’autore vede,
e riesce a far vedere, il sentimento, l’amore,
l’immagine comunica, entra nell’anima di chi la osserva.
Spesso però l’autore, nel fare questo, soffre,
fra la derisione e l’odio (invidia) e rischia di bloccarsi fra i sassi del percorso.
La vita spirituale dell’artista è come il nuoto,
chi non nuota affonda,
chi non lavora, chi non lotta per rimanere a galla affonda inesorabilmente.
L’uomo che non ha la musica in se stesso
Che l’armonia dei suoni non commuove
Sa di tradimento, e di perfida frode.
Le sue emozioni sono una notte cupa
I suoi pensieri un erebo nero.
Alla musica credi, non a lui.
Shakespeare
Un musicista direbbe che il suono ideale giunge direttamente all’anima
e vi ritrova la giusta ospitalità, un’eco, perché l’uomo ha la musica in se.
Si può dire altrettanto per la bellezza dell’immagine,
arriva direttamente all’anima perché l’uomo ha la bellezza in se.
Ma questo non basta,
perché dobbiamo, a nostra volta, essere noi stessi permeabili ad essa,
essere disposti a ricevere.
A questo compito sono incaricati i nostri neuroni,
neuroni particolari, quasi magici, con la caratteristica di risuonare in sintonia con le emozioni dell’artista,
trasferite, e quindi contenute, nell’opera creata.
Seduti su quelle panchine nelle sale espositive,
al cospetto delle opere d’arte, proviamo una profonda quiete, un vero piacere fisico e spirituale,
voglia di non andarsene più.
Il desideri di contemplare l’opera non arriva mai alla fine,
non ci stufiamo di saziarci lo sguardo.
Tutto sembra tornare al proprio posto, come in un incastro perfetto.
Da tempo studiosi che hanno indagato su questo, hanno dimostrato che ci sono dei neuroni deputati a questo specifico scopo, definendoli
neuroni specchio.
sergio |
L'ultima modifica di sergiopivetta il Gio Mar 24, 2011 10:03 am, modificato 3 volte _________________ www.sergiopivetta.com |
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soldanella
Utente Assiduo
Inviato: Dom Mar 20, 2011 9:40 pm
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Grazie per averci dato l'opportunità di condividere la tua riflessione attraverso questa preziosa carrellata di immagini  |
_________________ Non aspettiamo che siano sempre gli altri a fare il primo passo. |
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Mariantonietta Leorato
Utente Assiduo
Inviato: Dom Mar 20, 2011 9:55 pm
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quoto Tiziana..grazie davvero..io non mi reputo un fotografo ,non so fotografare persone e dare emozioni...a volte fotografo pero' cose,fiori..e cerco di dar loro un anima,di far vedere come le vedo io.
grazie Sergio per il tuo essere MAESTRO...fai riflettere ,prima o poi mi cimentero'con foto di persone,cercando di comunicare qualcosa
Per adesso cerco solo di conservare ricordi .di piccoli amati visi in tante pose..per ricordarmeli quando le mie piccole saranno grandi... |
_________________ per gli amici( tutti )rimango sempre anto!!!!!ciao
:-)Il posto dove essere felici è qui,il momento è adesso |
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Luciano58
Utente Assiduo
Inviato: Lun Mar 21, 2011 12:08 am
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Bella riflessione, Sergio. Molto di quanto hai spiegato è ciò che mi spinge a visitare da solo i musei, le mostre o quant'altro comprenda delle opere, in particolare le tele. Se non provi emozioni davanti al Cristo del Mantegna, o allo Sposalizio della Vergine di Raffaello, o al Giovanni Battista di Leonardo significa che il tuo spirito è arido, è un deserto, è come il Nulla che distrugge la Torre d'Avorio.
Alcune foto che ho visto nel forum (o sul forum... ho questo dilemma), certamente non le mie, offrono delle sensazioni che possono essere felicità. tristezza, compassione, emozione nel sapere che ci sono altre vite e altri mondi oltre al nostro piccolo universo, ma è solo questo che fa diventare una donna o un uomo un maestro?
Ciao.
Luciano |
_________________ Sono i sogni, non le certezze, che rendono interessante la vita... |
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sergiopivetta
Utente Assiduo
Inviato: Gio Mar 24, 2011 9:55 am
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Luciano58 ha scritto: ... ma è solo questo che fa diventare una donna o un uomo un maestro? ti, e vi, ringrazio del passaggio,
una domanda che attende risposta da quando è nato l'uomo...
io mi sono solo permesso di fare qualche riflessione e dire qualche mia ipotesi
sergio |
_________________ www.sergiopivetta.com |
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