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Forum ~ Le Grandi Foto ~ "Migrant mother" -Dorothea Lange-

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winston

Collaboratore
Inviato:
Lun Mag 27, 2013 10:19 am

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“Migrant mother” è una foto scattata nel 1936 a Nipomo (California), dalla fotografa Statunitense Dorothea Lange. La donna ritratta è Florence Owens Thompson, donna di 32 anni e madre di sette figli, che aveva perso il marito a causa di una tubercolosi e cercava insieme al suo secondo marito di provvedere al sostentamento della sua famiglia migrando in tutti gli Stati Uniti in cerca di lavoro. L’immagine fu scattata nei pressi di un campo di piselli in California dove era giunta alla ricerca di un lavoro come raccoglitrice agricola e la Lange scattando quella fotografia rese al meglio la resistenza di una nazione orgogliosa e diventò uno dei simboli della grande depressione ed ancora oggi è un’immagine iconica della forza della maternità americana. Nel suo sguardo spicca una tristezza e una stanchezza che va ben oltre quella puramente fisica.
La Lange raccontò così la dinamica dei sei scatti che fece alla Thompson.

"Appena la vidi mi avvicinai a lei, come attratta da una calamita. Non ricordo come riuscii a spiegarle la mia presenza, o la mia macchina fotografica, ma ricordo che non mi fece domande. Scattai le foto, avvicinandomi sempre di più dalla stessa direzione. Non le chiesi né il suo nome né la sua storia. Mi disse quanti anni aveva, 32 anni. Aggiunse che vivevano nutrendosi di quello che raccoglievano nei campi e degli uccellini che i bambini cacciavano. Aveva appena venduto le gomme del camion per comprarsi del cibo. Stava seduta, nella sua magrezza, i bambini che le si rannicchiavano intorno, e sembrava sapere che le mie fotografie avrebbero potuto aiutarla, in qualche modo. Fu come uno scambio equo". -Dorothea Lange-

Sebbene la Lange promise alla Thompson di non pubblicare le immagini, inviò il materiale al San Francisco News, e in poco tempo grazie anche ad un articolo correlato venne portata all’attenzione pubblica il dramma di tremila lavoratori migranti che stavano morendo di fame nel campo di Nipomo.
La lange a quel tempo era pagata dal governo federale e quindi le foto da lei scattate erano di dominio pubblico e non ne ricavò mai soldi ma solo notorietà nel campo fotografico.
Per la Thompson la visione di quella fotografia fu uno shock poiché le fece provare vergogna per la loro povertà.

"Vorrei che non mi fosse mai stata scattata. Non ne posso ricavare niente. La fotografa non mi ha chiesto il nome, ha detto che non avrebbe venduto gli scatti. Mi disse che me ne avrebbe mandata una copia, ma non lo fece mai".- Florence Owens Thompson-

La Thompson fu riconosciuta solo 40 anni dopo grazie ad una indagine di una giornalista e ricevette migliaia di lettere di ammirazione e sostegno, oltre a offerte di cure mediche per un cancro che la colpì.
In un’intervista alla CNN, la figlia della Thompson, Katherine McIntosh la ricorda così:

“Era una donna molto forte, la spina dorsale della nostra famiglia. Non abbiamo mai avuto molte cose, ma ha sempre fatto in modo che non ci mancasse nulla, a volte non mangiava, ma non ha fatto mai mancare da mangiare a noi bambini. Questo è quello che ha fatto.”



Una curiosità, questo è lo scatto originale conservato alla Library of Congress di Washington, dove appare una mano in basso a destra, che però nella foto pubblicata è stata ritoccata.

Ogni consiglio, critica o correzione è ben accetta Very Happy

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Non bisognerebbe mai dimenticare che tra il dire e il fare c'è di mezzo "e il"

.
Heathcliff

Utente Assiduo
Inviato:
Lun Mag 27, 2013 4:38 pm

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Ottima proposta Winston!
Nessuna critica o correzione.
Solo l'invito a chi è interessato alla tua proposta di far riferimento anche a Walker Evans.
Qui qualche foto:

http://www.masters-of-photography.com/E/evans/evans_coney.html

http://www.shorpy.com/walker-evans-photographs
winston

Collaboratore
Inviato:
Lun Mag 27, 2013 5:14 pm

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Grazie per la tua di proposta, la trovo molto interessante Very Happy

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Delia Bertola

Collaboratore
Inviato:
Lun Mag 27, 2013 5:33 pm

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Bella , ottima la spiegazione . Ciao
Marco Bracci

Collaboratore
Inviato:
Mar Mag 28, 2013 6:37 am

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Bella storia...cosa si nasconde dietro uno scatto!!
Grazie per questa piacevole proposta

_________________
I sogni sono l'ossigeno della vita.
Basta ricominciare a sognare e di colpo tutto cambia...


http://www.flickr.com/photos/marcobracci/sets/

photoflavio

Moderatore
Inviato:
Mer Mag 29, 2013 7:46 pm

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Conoscevo solo in parte la storia di questa foto. Mi mancava il "piccolo particolare" della promessa fatta dalla fotografa, di non pubblicare le immagini e di farle avere una copia.

Ecco... la Lange sarà stata una grandissima fotografa, ma in questo momento è precipitata in fondo alle mia classifica di gradimento. Nulla da dire sull'opera, le sue foto sono e resteranno grandissime testimonianze. Però aver tradito la fiducia di una persona in difficoltà è qualcosa che giudico deprecabile.

Grazie per questo prezioso contributo Wink
Flavio

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winston

Collaboratore
Inviato:
Gio Mag 30, 2013 10:33 am

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photoflavio ha scritto:

Ecco... la Lange sarà stata una grandissima fotografa, ma in questo momento è precipitata in fondo alle mia classifica di gradimento. Nulla da dire sull'opera, le sue foto sono e resteranno grandissime testimonianze. Però aver tradito la fiducia di una persona in difficoltà è qualcosa che giudico deprecabile.


Non vorrei fare l'avvocato del diavolo, ma grazie a queste immagini il governo federale intervenne immediatamente inviando aiuti e cibo ai lavoratori che si trovavano nel campo di Nipomo (colpa mia non averlo riportato nel post). Per quello che riguarda il farle pervenire una copia delle foto, c'è da dire che la Thompson all'epoca era senza fissa dimora e trovarla, sarebbe stato molto difficile. Se il fine è alto i mezzi possono avere delle attenuanti se pur rimangono deplorevoli.

Vuole essere solo uno scambio di punti di vista Wink

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Non bisognerebbe mai dimenticare che tra il dire e il fare c'è di mezzo "e il"

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photoflavio

Moderatore
Inviato:
Gio Mag 30, 2013 10:40 am

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Per carità Winston, è bello poter approfondire la questione.

Per fortuna le foto servirono in qualche modo ad aiutare alcune di queste persone. Sotto il profilo unamo e personale però provo ad immedesimarmi con la fotografa e sono certo che non me la sarei sentita di divulgare le immagini. Infatti lei è diventata una nota ed affermata fotografa ed io sono uno sconosciuto impiegatuccio. Potrei trarne una morale, che per raggiungere la fama spesso bisogna scendere a qualche compromesso con le proprie convinzioni morali.

Grazie per l'ulteriore approfondimento Very Happy
Flavio

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