REGISTER - REGISTRATI
Nuovi Inserimenti Messaggi privati


casa vacanze in Sardegna

Forum ~ Mostre Fotografiche ~ Roma - I gioielli fiamminghi del Viminale

Aggiungi ai preferiti
Dario

Utente Assiduo
Inviato:
Mer Lug 23, 2008 10:50 am

Profilo Send private message - Invia messaggio privato
Rispondi citando
Permettetemi la seganalzione anche se non puramente fotografica ma sicuramente relativa alla pittura intesa come restituzione della realtà attraverso lo sfruttamento della luce.
Qui a Roma si tiene in questi giorni una bellissima mostra nella quale vengono esposti dei veri capolavori di artisti fiamminghi un patrimonio ignotìrato da molti che appartiene al Ministero dell'Interno che gestisce, per vicende storiche e concordatarie, uno straordinario patrimonio di più di 700 chiese in tutta Italia col contenuto di opere. In mostra a Roma gli artisti fiamminghi e altri maestri del Fondo edifici di culto. Per la prima volta esposti i cofanetti di avorio del "Tesoro della cappella Palatina" di Palermo. Finalmente insieme i due pannelli di alabastro di Altomonte.

La nostra Casa Editrice ne ha curato e pubblicato il catalogo e vi assicuro (avendoci lavorato) che sono presenti diversi capolavori.



Un patrimonio immenso e distribuito di capolavori che questa mostra a Roma, a Palazzo Ruspoli (fino al 10 settembre), presenta a ingresso libero sotto uno dei mille possibili aspetti, quello degli artisti stranieri, "Fiamminghi e altri maestri". Una formula che permette di presentare capolavori non solo di pittura-scultura, ma quelle che sono le "stelle" della mostra. I due pannelli (34 per 35), finalmente esposti insieme in Italia, con storie della vita della Vergine e della Passione di Cristo che si immaginano di avorio o di osso e che sono sorprendentemente di alabastro. Intagliato, parzialmente dipinto e dorato come si scopre nelle minuscole pieghe. Sarebbe stato straordinario illuminarli dal retro. Databili al quarto decennio del Trecento i pannelli provengono da Altomonte, Cosenza, dalla chiesa di Santa Maria della Consolazione. Produzione di un atelier francese che per le storie di Maria si è ispirato anche ai "Vangeli apocrifi" con episodi del tutto insoliti come "Maria schernita dalle compagne" prima dello shock dell'Annunciazione.



L'altro protagonista è il complesso di cinque cofanetti di avorio, avorio dipinto, legno, rame dorato, decorati e intarsiati, doni o contenitori di gioielli poi preziosi reliquari, che per la prima volta sono usciti dal "Tesoro della cappella Palatina" del Palazzo Reale o "dei Normanni" di Palermo. Datazione Mille e Millecento, produzione siculo-araba e influenzata dalla celebre "Bottega degli Embriachi" del Nord Italia. Sono compresi in un elenco del dicembre 1309 che comprendeva 21 cofanetti di cui 15 conservati. Uno di questi portati in Sicilia dalla Palestina durante le crociate ha riservato una sorpresa straordinaria. Grazie ad una chiave persa, poi ritrovata dopo tempo immemorabile, nel 1982 è stato scoperto il minuscolo oggetto che è il più emozionante della mostra. In mezzo a terra, tracce di osso e di sangue è stato trovato un cilindretto alto tre centimetri e mezzo forato al centro, in pietra aragonite, che si è rivelato un sigillo mesopotamico, epoca accadica, 2334-2279 avanti Cristo. Incise sul sigillo sono quattro figure in veste sacerdotale e oggetti religiosi che raffigurano una "scena di presentazione".

Il comitato scientifico della mostra, con i soprintendenti Claudio Strinati e Rossella Vodret (catalogo "L'Erma" di Bretschneider), ha impostato la presentazione di 43 opere, quasi tutti dipinti, secondo l'ambito geografico di provenienza degli artisti. Sono francesi, della penisola iberica, "oltremontani" di Vienna, fiamminghi e olandesi, giapponesi e cinesi.
A Roma, che segnava i filoni dell'arte europea, venivano gli artisti per aggiornarsi, assimilare il meglio e a Roma rimanevano a lavorare, a farsi un nome che rimbalzava in patria. E morivano (Guillaume Courtois, Nicola Lorenese, Pierre Subleyras, Jean Francois De Troy). "Lo splendido dipinto di Subleyras - osserva Rossella Vodret - è significativo per sintetizzare l'importante apporto dei francesi, presenti in mostra anche con il Lorenese, il Borgognone e De Troy alla corrente classica".

Nel 1774 Subleyras completa una pala per un altare della basilica di San Pietro "che lo pone ai vertici della società degli artisti stranieri a Roma". Il monumentale "Miracolo di San Benedetto" che è stato restaurato per la mostra (3,25 per 2,15) raffigura la resurrezione del bimbo di un contadino che il padre disperato, ma pieno di fede ha deposto sui gradini del monastero. Attorno i benedettini dalle bianche tonache, "in un distacco controllato". Claudia Tempesta osserva nella scheda che Subleyras usa modelli dal vero, giovani garzoni, e "mette in posa gli oggetti per realizzare verissime nature morte" come il fagotto del contadino a terra e le verdure che escono dal canestro. Subleyras rappresenta il momento che precede il miracolo. La pala è ora a Roma, nella chiesa di Santa Francesca Romana al Foro.

Le statue lignee colpiscono con semplice e severo senso sacrale. Di un ignoto scultore catalano della prima metà del XV secolo è la "Madonna del Fico" da Sassari, chiesa di San Pietro in Silki. Alta 110 centimetri, in legno dorato e policromato, raffigura Maria che ha in mano un fico e in braccio Gesù Bambino che tiene per le ali un uccello ("le anime salvate"). Il restauro ha recuperato le "originarie coloriture degli incarnati e la squillante lucentezza dell'oro in foglia". La doratura è assottigliata in più punti per la secolare abitudine dei fedeli di toccare con le palme delle mani le statue più venerate. Ancora di autore ignoto è la "Madonna col Bambino" della fine del Quattrocento, dal museo dell'abbazia di Farfa, Rieti. "Particolarmente elegante" la decorazione a motivi vegetali del bordo della scollatura della veste incisa su di uno strato di lacca rossa sopra la doratura. Da Città di Castello è il gruppo della "Vergine che sostiene il corpo di Cristo dopo la deposizione", di autore quasi certamente tedesco della prima metà del Quattrocento. Di pietra caciolfa tenera e fragile, ottima per i particolari. Si tratta di una "Vesperbild", l'"Immagine del vespro", la fine della vita terrena del Cristo. "La raffinatezza di esecuzione", l'"accuratezza cromatica" escludono che si tratti di una statua devozionale, anzi è uno "degli esempi migliori in Umbria". Il manto bianco di Maria ha piccoli disegni in oro, "quasi un damascato". Segni di sangue sono sul volto e sul velo e le lacrime che rigano il volto sono in resina. Le braccia e gambe del Cristo hanno un reticolo impressionante di vene, ottenuto con stucco gessoso in rilievo.

La rivoluzione di Caravaggio e le tante declinazioni caravaggesche esercitarono una particolare attrazione nei Paesi Bassi. Ecco allora in mostra tre dipinti romani di Gerrit van Honthorst (Gerardo delle Notti) che fu a Roma dal 1616 all'estate 1620. Ma per primo si presenta un dipinto che non potrebbe essere più fiammingo. L'"Adorazione dei Magi" di Joos van Cleve e aiuti, dal San Domenico Maggiore in deposito a Capodimonte. La preziosità e resa materica, tridimensionalità di abiti e manti rosa e bianchi nelle cento pieghe che si inseriscono l'una nell'altra, collane d'oro come catene, spilloni, scrigni dei doni. La forza espressiva dei volti. Fra architetture con raffinate candelabre si moltiplicano scene fino all'"iperbolico rimpicciolimento delle figure" dello sfondo.

Notizie utili:
"Fiamminghi e altri maestri. Gli artisti stranieri nel patrimonio del Fondo edifici di culto del ministero dell'Interno".
Dal 1° luglio al 10 settembre.
Roma. Palazzo Ruspoli
Fondazione Memmo
via del Corso 418
Progetto della direzione centrale del Fondo
diretta da Lucia di Maro.
Collaborazione delle soprintendenze per il patrimonio storico artistico e il polo museale di Roma, diretta da Claudio Strinati, e del Lazio, diretta da Rossella Vodret. Catalogo "L'erma" di Bretschneider.
Biglietto: ingresso gratuito.
Orari: da martedì a giovedì 10-19,30; da venerdì a domenica 10-22; lunedì chiuso.




Dal sito di La Repubblica
Da Repubblica

_________________
La penombra del dubbio ci impedisce luminose certezze. Ma almeno ci preserva dal ridicolo.

Flickr

Mostra prima i messaggi di:  

Pagina 1 di 1
Home delmutolo.com Profilo Preferiti Chi è on line Nuovi Inserimenti Log in Messaggi privati

Record utenti in linea 66 in data Gio Mag 29, 2008 12:44 pm
forum fotografia photoshop